The Mole Armchair

poltrona Sheriff (5)

Con il termine Palissandro possono venire indicate diverse essenze, anche se comunemente si intende il legname pregiato appartenente al genere Dalbergia; tale legname solitamente si presenta duro, resistente, di porosità abbastanza elevata e con striature nerastre. Viene utilizzato per la produzione di mobili, parquet, impiallaciature,stecche da biliardo, pezzi (neri) degli scacchi e nella costruzione di strumenti musicali.poltrona Sheriff (4) Tuttavia spesso viene impropriamente chiamato Palissandro il legno che si ricava dalla Jacaranda, una pianta della famiglia delle Bignoniaceae, originaria delle regioni tropicali e sub tropicali. Il legno di varie Jacaranda brasiliane è anche usato per la costruzione di parti del corpo delle chitarre acustiche; poltrona Sheriff (7)tale legno, negli anni 50, fu scelto, insieme ad altre essenze brasiliane quali la Peroba e l’Imbuia, dall’architetto e designer  Sergio Roberto Santos Rodrigues per creare i mobili che portarono l’identità brasiliana, declinata ai più alti livelli di qualità e creatività, a guadagnarsi un posto di tutto rispetto nell’immaginario internazionale.

Uno dei suoi lavori più noti è la poltrona Sheriff, anche conosciuta come Mole Chair, che ho avuto il poltrona Sheriff (2)piacere di restaurare. Vincitrice del quarto Concorso Internazionale del Mobile di Cantu nel 1961, presentava vari cedimenti delle cuciture, tenuti insieme da del filo da cucire bianco; erano andati perduti la maggior parte dei bottoni e l’imbottitura “ a sacco”, ormai lacerata, perdeva i “trucioli” di gommapiuma che gli conferiscono la nota morbidezza (Mole significa infatti morbida in portoghese).poltrona Sheriff (3)

Le cuciture sono state riprese dall’interno e i bottoni mancanti, di un diametro ormai fuori commercio, sono stati riprodotti apposta per l’intervento; i sacchi interni sono stati ripristinati con un sottile strato di fodera, in modo da contenere i “trucioli” senza modificare il caratteristico modo in cui i cuscini si adagiano sulla struttura lignea, e la pelle, decisamente secca e consunta, è stata nutrita con un prodotto apposito, che le ha ridato un po’ dell’elasticità perduta.poltrona Sheriff (6)

prima del restauro

prima del restauro

Foto: JB Rama

Restauro del soffitto

travi soffitto (1)

Un aspetto spesso documentato dell’utilizzo delle cannetravi soffitto (6) nell’edilizia storica ligure è costituito dall’utilizzo dalla controsoffittatura in canniccio. Le canne potevano essere, come in questo caso, applicate direttamente all’orditura del solaio, con l’utilizzo di chiodi a testa larga: questi erano conficcati, in grande quantità, tra le fessure delle canne; il chiodo non veniva mai piantato al centro della canna, onde evitare di romperla e di indebolire così l’intera struttura. La stuoia fissata veniva successivamente intonacata:travi soffitto (4) la calce, strollata con la cazzuola, veniva spesso ripassata con una manara, al fine di pressarla nella parte superiore del cannicciato, spingendola all’interno, così da ancorarla sicuramente alle canne. Il risultato era un’intonaco “armato”, di notevole resistenza, il cui spessore variava da 4 a 8 centimetri, e che ovviamente era terminato con la stesura del tonachino finale.travi soffitto (5)

In questo caso, rimosso l’intonaco ed il canniccio, si è provveduto ad un restaro conservativo delle travi lignee del soffitto.

prima del restauro

prima del restauro

Torni

tornio1Sono macchine per tornire o filettare il legno, ossia per dare ad un pezzo di legno la forma di solido di rotazione (cilindrico, conico, profilato) o per praticarvi una vite o una madrevite. I primi si chiamano torni semplici, i secondi torni da filettare o torni paralleli. La figura 286 rappresenta un tornio semplice. Esso è formato dal banco B munito delle guide orizzontali e parallele G. Sul banco si trovano: il toppo fisso T (che porrta il cono motore di pulegge calettato sull’albero principale o mandrino) il poggiautensile C (che può spostarsi lungo le guide, alzarsi od abbassarsi e fissarsi alla posizione voluta con bulloni a dado ed a leva) ed il toppo mobile M (anch’esso fissabile in una posizione qualunque lungo le guide). Il pezzo da tornire può essere montato sul disco D, con brida, disponendolo tra la punta P applicata al mandrino e la contropunta Q applicata al fuso del toppo mobile (tale fuso è manovrato col volantino a chiocciola V). tornio2Per lavorare si appoggia l’utensile sul poggia utensile C e lo si preme, per mantenerlo fermo, colla sinistra in prossimità del nasello. Gli utensili usati dal tornitore in legno sono la sgorbia da tornitore (fig.287 – per eseguire scanalature circolari) lo scalpello da tornitore (fig.288 – per tornire liscio o piano) e gli utensili sagomatori, che hanno profilo appropriato al lavoro di sagomatura da eseguire. Il tornio si usa per tornire pezzi cilindrici, tronco conici, gambe di tavoli, zoccoli e pomi di mobili. Però per eseguire lavori a sagoma vi sono anche speciali torni sagomatori, adatti soprattutto per produzioni in serie. In tutti i torni il pezzo gira, mentre l’utensile si sposta, per dare l’avanzamento al lavoro, parallelamente all’asse od obliquamente secondo che si tornisce cilindricamente o conicamente.

Armadio a metà

riduzione armadio (3)

Si sa, a volte i nostri avi ci lasciano eredità un po’riduzione armadio (2) “ingombranti” da gestire, che senza inoltrarci nei meandri della psicogenealogia, possono sussistere anche semplicemente di mobili, di pregevolissima fattura, magari anche fatti su misura per la stanza che li avrebbe accolti, ma ormai troppo grandi per le esigenze, e gli spazi, di giovani coppie; il cui gusto estetico, inoltre, non collima più con le scelte dei nonni. Principalmente per queste ragioni, una giovane coppia di architetti mi ha chiesto di dimezzare un armadio a ponte, escludendo dal mobile la scrivania, e di tenere solo quattro delle otto ante che lo componevano.riduzione armadio (4)

L’armadio è poi stato finito con uno smalto bianco satinato.

work in progress

work in progress

Fermapersiane

blocca persiane (1)

Quando l’impresa ha rifatto la facciata del palazzo, il direttore dei lavori ha deciso di sostituire i vecchi meccanismi che tenevano bloccate,blocca persiane (3) una volta aperte, le persiane al muro con questi moderni blocca infissi in acciaio. Tutto sarebbe stato esteticamente perfetto e funzionale, non fosse altro che all’ultimo piano del palazzo, il forte vento, che in alcune giornate soffia impetuoso verso il mare dal quartiere collinare del Lagaccio, ha letteralmente divelto e strappato le parti in legno a cui erano ancorati i ferma persiane, facendo crollare tutto in strada, col rischio di poter accoppare qualche ignaro passante (che per fortuna in quel momento passava altrove). Gli anziani non avevano poi pensato tanto male nel progettare un sistema di ancoraggio che abbracciasse tutto lo spessore dell’infisso, in modo da renderlo parte integrante della persiana stessa, e non solo un optional posticcio avvitato sopra. Il nostro lavoro è consistito, oltre al restauro ligneo delle parti danneggiate e successiva smaltatura, anche nel ripristino di questi ingegnosi sistemi di ancoraggio, tanto sulla persiana quanto sulla facciata del palazzo.blocca persiane (2)

Paratia bianca

staccionata bianca (3)Su progetto dell’architetto del paesaggio Marta Carraro abbiamo contribuito a rendere questo terrazzo nel centro di Genova un posto più verde e quindi un posto più bello!staccionata bianca (4) Il legno di abete con cui sono stati costruiti questi 24 metri di paratia ha il pregio di essere disponibile sul mercato ad un prezzo decisamente interessante rispetto ad altri legni masselli, è però un legno morbido e quindi più deperibile di altri; al fine di garantirne una lunga vita lo abbiamo trattato in maniera un po’ speciale: nella fase iniziale di lavorazione è stato trattato con un olio vegetale ottenuto dalla semplice spremitura a pressione di semi di lino, preventivamente tostati, e sottoposto a chiarificazione e purificazione con procedimenti naturali.staccionata bianca (6)
L’olio di lino crudo, infatti, è un olio siccativo, tende cioè a trasformarsi in un solido nel tempo (seccare), mantenendo quindi una bassa viscosità, un’elevata capacità di penetrazione, un’ottima trasparenza e limpidezza ed un colore giallo chiaro.staccionata bianca (5)
Per queste caratteristiche viene impiegato come impregnante preparatorio sulle superfici lignee, alle quali dona una piacevole tonalità calda, ed è inoltre  dimostrato come questo olio, rassodandosi insieme ai colori, offra la maggiore resistenza al tempo e a tutti gli agenti atmosferici!

Tavole impregnate con olio di lino crudo

Tavole impregnate con olio di lino crudo