Industrial Design Doors

industrial design  doors (5)

 

industrial design  doors (7)Lavorare sui toni del grigioindustrial design  doors (3) antracite e cercare di fare il lavoro del tempo che graffia e consuma, diversi solventi, passati a tampone o lasciati agire a comporre cracklé di vernici bruciate, vernici grattate, consumate e rimosse a far emergere altri starti di smalto o piccole strisce diindustrial design  doors (2) cementite, cartavindustrial design  doors (4)etro e pagliette di ferro, portare le porte a un dialogo stretto con ferro e bulloni, con vetro e ad assumere un senso nel variato contesto di ufficio ora vestito di decadente fascinazione industriale.

 industrial design  doors (6)

Palette di prove con solventi e tecniche varie

Palette di prove con solventi e tecniche varie

 

Impagliatura enigmistica

impagliatura  (2)Il giochino è un classico: trova le differenze! anzi, trova la differenza, tra la sedia di sinistra, arrivata nel mio laboratorio per essere reimpagliata, e la sedia di destra, dopo l’intervento. Eh già, il disegno è decisamente diverso, perchè diverso è l’intreccio dei fili di bamboo orrizzontali e verticali: chi ha impagliato la sedia prima di me ha ben pensato di risparmiare tempo tirando i fili verticali insieme invece di incrociarli uno alla volta con i rispettivi fili orizzontali. Oltre ad ottenere un disegno di dubbio gusto estetico, la cosa grave è che con un intreccio così realizzato si inficia decisamente la solidità della seduta…tutto tempo risparmiato a scapito della qualità del risultato.

“Non è saggio pagare troppo, ma è peggio pagare troppo poco. Quando si paga troppo, si perde un po’ di soldi – questo è tutto. Quando si paga troppo poco, a volte si perde tutto, perché la cosa che si ha comprato risulta incapace di svolgere la funzione per la quale la si è acquistata”.

Jhon Ruskin

impagliatura  (1)

the Boudoir’s frame

Boudoir's frame (2) Fu ad una cena, dopo svariate bottiglie di vino, che mi venne data “carta bianca” per l’ideazione e la realizzazione di una cornice per una carta geografica. La parete che avrebbe dovuto ospitarla possiede un carattere deciso, che si impone, in un contesto di forte esotismo, dalle sfumature fin de siècle. Non è stato immediato riuscire ad armonizzare le grandi dimensioni del manufatto con l’atmosfera del salotto: il rischio di una creazione troppo ingombrante sia nelle dimensioni che nella proliferazione dei motivi decorativi non lasciava spazio a slanci di generosa esuberanza. Il fil rouge cromatico è stato supportato dalla scelta dei materiali: scampoli di una vecchia stoffa bordeaux, strappati e non tagliati, ed alcuni sottili profili di cornice barocca, ripresi con della bronzina nelle parti più sporgenti, mi hanno aiutato a mantenere un legame con l’atmosfera decadente del salotto. Essendo tuttavia la carta geografica di fattura moderna, ho pensato di aggiungere alla cornice alcuni inserti in ferro arruginito, le cui concrezioni sui toni del rosso sono state fissate con olii minerali. Per concludere,la lastra di ferro fissata in basso porta punzonata in latino una massima di Boezio: l’uomo è un mondo in miniatura.Boudoir's frame (1)

Cornice barocca

cornice dorata (1)

cornice dorata (2)La cornice è una riproduzione di quello stile barocco in cui nella prolificazione degli intagli predomina il motivo vegetale, che cresce rigogliosamente e viene accostato a conchiglie, mascheroni, cartigli e legature.cornice dorata (4)Originariamente argentata,cornice dorata (3) ha subito un tentativo di pulizia da parte della proprietaria, che ha utilizzato a tale scopo acqua e sapone di Marsiglia. Il risultato, non conforme alle speranze originarie, ha condotto il manufatto nel mio laboratorio.cornice dorata (5) Dopo un’accurata pulizia con gli appositi solventi ho proceduto alla doratura a pennello.

Cornice organica

cornice velux (5)“Quando un leone si prepara ad attaccare, quando uno squalo vuole aggredire per uccidere, si è naturalmente in pericolo di vita. Abbiamo convissuto milioni di anni con questi pericoli. La linea retta è una minaccia creata dall’uomo stesso. Vi sono milioni di linee, ma una sola è veramente portatrice di morte: la linea tracciata con la riga. Il pericolo che da essa proviene non è paragonabile a quello delle linee organiche, quelle prodotte per esempio da un serpente. La natura della linea retta è aliena all’uomo, alla vita, all’intero creato.”    F. Hundertwassercornice velux (3)

cornice velux (2)Hundertwasser è fermamente convinto che le linee rette siano insalubri nel vero senso della parola, in senso organico. È presumibile che la sua predilezione per le linee piene di vita, da contrapporre alla regolarità della linea retta, sia riconducibile alle reminescenze della prima arte viennese. Gli orientamenti ricevuti in gioventù trovarono conferma nelle sue esperienze di viaggio. In modo chiaro ed inequivocabile, egli sostiene che la linea retta fa ammalare l’uomo perché non esiste in natura e lo espone , di conseguenza, a uno stimolo estraneo all’organismo. Nella città moderna l’uomo è crudelmente abbandonato all’aggressione della linea recornice velux (1)tta, paragonabile alla minaccia dei prodotti chimici cancerogeni e di altre sostanze che causano le più gravi malattie. Di una cosa Hundertwasser è assolutamente certo: “siamo composti da cellule, da materia organica…e quando la sensibilità delle cellule registra qualcosa che è loro estraneo, viene inviato al cervello un segnale di allarme”.cornice velux (6)

Ho sempre preferito, all’asettica perfetta squadratura meccanica della tavola industriale, i sinuosi profili dell’accrescimento naturale vegetale, o tutt’al più le sinuose linee lungo vena prodotte dagli utensili da taglio manuali. È per questo che, ogniqualvolta ne ho avuto la possibilità, non ho esitato a proporre a qualche ardito cliente un prodotto che potesse cercare un collegamento con l’organico. Per la cornice di questa finestra Velux ho utilizzato alcune tavole di castagno antico che conservavo in laboratorio; sono state lavorate in gran parte sul posto per adattarle alle irregolarità del varco e terminate con una lucidatura a gommalacca.

cornice velux (4)

fucina Morino

fucina Morino (5)

 

fucina Morino (3) La fucina è il luogo dove vengono scaldati fino all’incandescenza pezzi di ferro che vengono successivamente lavorati per percussione sull’incudine o con il maglio. Dalle spade agli attrezzi agricoli, il fabbro è stato il forgiatore di ogni utensile in metallo fino all’avvento delle tecniche industriali. Nel Biellese, la zona tra Netro e Mongrando ha conosciuto lo sviluppo di numerose attività di fucinatura che usavano la forza motrice generata dall’acqua dei ruscelli per muovere le pesanti attrezzature necessarie.fucina Morino (2) La Fucina Morino è situata ai margini dell’abitato di Mongrando, lungo il Rio Tenerello. All’interno vi è un pavimento in terra battuta perché non era possibile una diversa pavimentazione date le forti vibrazioni che i magli generavano. Oggi è una cellula ecomuseale e vi sono conservati tutti i macchinari e gli attrezzi utilizzati:fucina Morino (4) la forgia, il maglio a testa d’asino, quello “ballerino” di tipo americano e quello verticale ad asse, le mole, i trapani, il tornio, le cinghie di trasmissione collegate alla ruota mossa dall’acqua, il forno, gli stampi, le incudini, le pinze e i martelli. Vastissimo inoltre il campionario di prodotti finiti: falci, lime, roncole, tagliafieno, zappe, pale, coltelli… ed anche due else di sciabola di derivazione francese del periodo napoleonico. Trafucina Morino (1) tutti gli strumenti all’opera in una fucina uno dei più affascinanti è la tromba idroeolica che sostituì completamente i mantici verso la metà del Seicento; questi erano assai costosi, essendo fatti di pelle, cuoio e legno. Per di più, la loro manutenzione era difficile e onerosa, poiché spesso si incendiavano a causa dei lapilli, anche se generalmente venivano protetti da un muro di mattoni. La tromba idroeolica, invece, era uno strumento di fattura semplice, poco costoso e di facile manutenzione. Era costituita da una conduttura cilindrica, formata da tronchi d’albero tagliati a metà in senso longitudinale, scavati all’interno e poi nuovamente affiancati e fissati esternamente.branca tromba idroeolica (2) Questa condotta era posta in verticale, per un’altezza totale di 5 – 10 metri, con delle bocche aspiratrici che si aprivano a circa 40 centimetri dalla sommità, con la funzione di aspirare aria. L’acqua, in caduta libera all’interno del condotto, trascinava con sé una notevole quantità d’aria. Sul fondo della canalizzazione si trovava il bottino, ovvero un recipiente chiuso, realizzato in legno o in pietra, il quale raccoglieva l’acqua di caduta che fuoriusciva da un piccolo foro sul fondo, mentre l’aria compressa usciva, sotto pressione, da un’apertura in alto, chiusa da una valvola detta battirola, azionata dal capo forno secondo le necessità della fusa. La quantità d’aria compressa in questo modo dall’acqua era notevole e causò un incremento della produzione, dovuto alle maggiori temperature che potevano essere raggiunte all’interno del focolare.fucina Morino (7) La storia di questa fucina si fa risalire al 1689 quando l’armaiolo Pietro Bertono, decise di produrre in proprio le armi. Siamo nel periodo in cui il Ducato di Savoia è in guerra con la Francia ed il Piemonte è invaso dalla truppe Francesi. Nel 1849 fucina Morino (6)la fucina passa alla famiglia Morino Craveja e con questo nome sarà conosciuta fino al termine della sua attività, nel 1967. La fucina è una “fabbrica di ferri da taglio in ogni genere” come si legge nella loro pregevole carta intestata del 1882, che riporta anche il motto: “Lavoro Intelligenza Pertinacia”. Aggiustavano anche armi da fuoco e durante la seconda guerra mondiale producevano mine anticarro per i partigiani.

altre foto?

fucina Morino (8)

Cannello a benzina

cannello a benzina (7)

cannello a benzina (8)È arrivato nel mio laboratorio per essere restaurato uno stupendo cannello saldatore in ottone, funzionante a benzina.cannello a benzina (6) Prodotto dalla ditta tedesca G.Barthel durante i primi decenni del secolo scorso, è un attrezzo particolare, che veniva usato dai lattonieri e dagli idraulici per la saldatura a stagno, sia industriale che civile, e che presenta nella sua struttura alcuni particolari affascinanti, come ad esempio il manico apribile e contenente le guarnizioni di riserva.cannello a benzina (5)

Presentava un annerimento diffuso, tracce di ruggine sul manico e il blocco di quasi tutti gli incastri a vite dei suoi componenti. Ho provveduto al blocco cannello a benzina (2)del processo di ossidazione, causa della ruggine, e ho optato per un restauro marcatamente conservativo, reputando i segni del tempo più inclementi, non solo parte della storia di questo oggetto, ma anche una delle principali fonti del suo indiscusso fascino.
cannello a benzina (9)

 

 

 

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cannello a benzina (1)

Prima del restauro