Mobiletto

mobilettomobiletto (1)Restauro di un mobiletto che era stato smaltato e successivamente tinto con aniline per dargli una parvenza lignea senza dover rimuovere lo smalto. Dopo la sverniciatura e il reintegro di alcune parti mancanti è stato tinto noce e lucidato a cera; le integrazioni strutturali sono state eseguite in legno di abete come mobiletto (3)richiesto dal committente. Curiosa la decorazione emersa dalla prima fase di pulizia: si direbbe come una decalcomania effettuata sullo smalto.mobiletto (4)

mobiletto (5)

mobiletto (2)

ignoranzaOrafa

ignoranza_orafa_compUna mattina, al mio risveglio, avevo ben chiaro nella memoria di aver sognato qualcosa di particolare:ignoranza_orafa3 una serie di ignoranza_orafa1composizioni geometriche lineari. Ho appuntato subito su un pezzo di carta, che era affianco al letto, il ricordo delle forme che già stavano scomparendo con l’approssimarsi dello stato di veglia. Nonostante sia sempre stato ben più propenso a creare appendici artistiche per i luoghi più che per le persone, ho voluto riprodurre il contenuto del sogno su tre monili, accompagnandoli con un paio di orecchini ciascuno. Ho voluto rimanere assolutamente fedele alla mia propensione ignoranza_orafa5ad uno stile grezzo, ignoranza_orafa2in realtà molto curato ma senza darne assolutamente l’impressione, assecondando quella che molti colleghi non esitano a definire un’estetica dell’ignoranza. Ho utilizzato un flessibile con dischi da taglio e da molatura, una saldatrice ad elettrodo e ho lucidato ad olio.

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Modella: Primula

Altre foto? ok

 

Alejandro Jodorowsky

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Sai, Jashe, finora non ho mai pensato. Ho vissuto come un animale, limitandomi a sentire le cose. Ma il discorso di quel giovane anarchico ha provocato nel mio animo un terremoto morale. Tu hai detto che il mio corpo era un tempio, e avevi ragione, dentro di me è apparso Dio. Lui mi parla senza posa. Senti cosa dice: “Figlio mio, sei ciò che sei nel presente, lasciati alle spalle il passato,non farti carico delle colpe. Liberati da ogni preoccupazione per il futuro. Preparati a impegnarti per la tua evoluzione fino all’ultimo istante della vita. Non rendere conto a nessuno, sii il tuo stesso giudice. Se vuoi vincere impara a perdere. Non definirti mai in base a ciò che possiedi. Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare. Non pensare di esistere individualmente; ciò che fai, si fa. Solo accettando che nulla è tuo sarai padrone di tutto. Mutati in una offerta totale. Dà, ma non costringere a ricevere. Non far sentire colpevole nessuno, sei complice di ciò che accade. Smetti di chiedere e comincia a ringraziare. Ottieni per ridistribuire…Ciò che è necessario è possibile.”

Alejandro Jodorowsky – Quando Teresa si arrabbiò con Dio

foto originale: Alessia Zorzoli

Photoshop: Andrea Ruwett

 

Mobile etnico

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Mi è stato chiesto di costruire un mobile per coprire un contatore elettrico all’interno di un ufficio.etnico3 Il centro di Consulenza e Formazione “Arde”, la struttura che ospita l’ufficio, è arredata in stile etnico e quindi, attraverso una tinta mogano e la scelta di una minuteria particolare, ho cercato di richiamare suggestioni orientali.

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I listelli di legno, opportunamente piallati, vengono uniti a formare le tavole che andranno a comporre il mobile finito.

Recycling pamphlet

riciclo artistico

Oggi vi voglio presentare un breve scritto a mio avviso fondamentale per chi voglia attuare una sana deriva da una forma di artigianato strettamente codificato, quale può essere il restauro di un mobile antico o la riproduzione di un mobile in stile, ad una forma di manipolazione creativa degli oggetti d’uso; ed in particolare di quegli oggetti la cui vita sarebbe giunta alla discarica se tanti di noi non provassero un atavico piacere nel regalargli una nuova funzionalità. Il libello in questione, partendo dall’analisi della percezione che il mondo dell’arte ha avuto del rifiuto, dello scarto, di quel resto che era anche resto di senso, ancora latente, approda ad un’analisi dell’importanza del rapporto psicologico con l’oggetto, con i materiali di cui è composto, e ancora di più con l’immagine che, attraverso la fascinazione che su di noi esercita, ci racconta e ci parla proprio di noi stessi. “L’arte ci insegna a capire che siamo ciò che buttiamo (solitamente a livello inconscio) oltre a essere ciò che non buttiamo nell’apparenza, quando, celebrando ogni giorno un piccolo funerale di noi, ci accorgiamo della seduzione della scoria, del lato metafisico dei residui,della sublime sgradevolezza delle nostre vestigia.” scrive l’autrice con uno stile asciutto e illuminante, essenziale nella forma ed essenziale per chiunque voglia approfondire il proprio rapporto con la rifunzionalizzazione dei materiali di recupero.

Buona lettura:

Rifiuti,rottami,rovine,ruderi,relitti,macerie,resti,scarti,ciarpami,avanzi

Cornice in ferro filettata

cornice filettata comp

Vicino alla fermata della metropolitana di Warschauer Str., a Berlino, esiste e resiste una macchina per le fototessere che ancora sviluppa e stampa attraverso il processo chimico tradizionale; e lo fa indubbiamente con una qualità, per grana e contrasto dell’immagine, che raramente ho incontrato nel mio trascorso di fotografo. cornice filettataPer questo piccolo capolavoro verticale era necessario, a mio avviso, ricorrere ad una materia che sorreggesse i neri profondi delle immagini e avvolgesse, nel suo essere contorno, la serie fotografica, richiamando il contesto in cui era stata creata. Ho scelto due piattine di ferro grezzo, ho tagliato con il flessibile una finestra sulla piattina superiore e, dopo averle bucate entrambe, ho filettato i fori della piattina inferiore: avvitando le piccole viti nella loro sede ho bloccato il vetro che tiene fisse le fotografie. cornice-particolariHo infine pulito e trattato il ferro in modo da aumentarne l’opacità e quindi il contrasto con i graffi del flessibile. Mi sembra il risultato si inserisca bene nel contesto per cui è nato, alimentando il dialogo tra le fotografie e la Berlino in cui sono state scattate, richiamando la città tedesca come una vecchia canzone dei Die Vogel.

Utensili per filettare il metallo

Utensili per filettare il metallo

Industrial light

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All’interno, l’officina meccanica era piena di attrezzature gettate alla rinfusa tra macchinari enormi e impolverati. Ho intravisto quasi subito, attraverso il vetro sporco, questa piccola lampada svettare su una macchina enorme, industrial light4dalla funzione sconosciuta. Stonava nell’insieme e attirava l’attenzione come fosse leggermente fuori posto. Avvicinandomi mi sono reso conto che non era parte del disegno originale, che probabilmente era stata creata, adattata per facilitare con la sua luce il lavoro dell’addetto alla macchina. Un’autoproduzione, nella produzione, probabilmente dello stesso utente del mezzo meccanico sul quale era installata: è stato amore a prima vista.

Un pezzo unico salvato e restaurato che ora illumina il mio banco da lavoro.

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                                            Le foto sottostanti mostrano la lampada prima del restauro:industrial light7

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